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Hamas vs Stato Islamico

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Gaza, 19 luglio: tra le cinque e le sette esplosioni, praticamente simultanee, scuotono la domenica mattina (primo giorno della settimana nel mondo islamico). Gli obiettivi erano autovetture appartenenti a membri del braccio armato di Hamas (in particolare, uomini delle brigate Ezzedine al-Qassam e al-Quds) e del gruppo Jihad Islamica. Alcune delle esplosioni sono avvenute nel quartiere di Sheikh Radwan, considerata roccaforte di Hamas. Nonostante gli attentati non siano stati rivendicati, sono stati attribuiti ad affiliati delloStato Islamico (IS).

Altri attentati simili erano stati rivendicati in precedenza da un gruppo definitosi ‘Sostenitori dello Stato Islamico a Gerusalemme’, come quello dell’8 maggio scorso, in una base di Hamas. Nella striscia di Gaza, un vigoroso giro di vite aveva portato all’arresto di decine di jihadisti salafiti e alla demolizione (o rimozione, trattandosi in realtà di una semplice tenda) di una moschea, presumibilmente frequentata da militanti dell’IS.

Gruppi salafiti sono emersi a Gaza sin dal 2006 e hanno sempre avuto una relazione conflittuale con Hamas, che, nel 2007, ha sottratto il territorio della striscia al controllo di Fatah. Il gruppo takfiri (altra declinazione del Salafismo e del Wahhabismo) Jund Ansar Allah si stabilì a Rafah sin dal 2008. Per bocca di AbdulLatif Moussa, il gruppodenunciò l’applicazione non rigorosa della Sharia da parte di Hamas, equiparando l’organizzazione palestinese all’occupante sionista. Accusata di secolarismo, pur essendo, come noto, un’emanazione dei ‘Fratelli Musulmani’, Hamas imbracciò le armi contro Jund Ansar Allah. Il gruppo takfiri lanciò attacchi non solo contro Hamas e Israele (con scarso successo) ma anche contro luoghi pubblici ritenuti immorali, come gli internet cafè.

Hamas attaccò allora il quartier generale del gruppo, la moschea Ibn Taimiyah. Lo scontro, prolungato e sanguinoso, portò al massacro dei militanti di Jund Ansar Allah. Anche Hamas subì numerose perdite.

Ma quali sono le differenze tra Hamas e i Salafiti o Takfiri che li collocano su fronti opposti in una lotta sanguinaria e irriducibile?

Lo spiega Sarbaz Roohullah Rezvi dalle pagine del ‘Crescent International’, la pubblicazione dell’Istituto di Pensiero Islamico Contemporaneo (Institute of Contemporary Islamic Thought). Hamas, come Hezbollah, concentra la sua lotta contro loccupazione sionista. L’obiettivo dei SalafitiedellIS è invece quello di purificare laUmmah (comunità di fedeli), ed epurarla da quelli che ritengono leader corrotti e apostati.

I Salafiti aderiscono a un’interpretazione letterale e reazionaria dell’Islam. Dal loro punto di vista, non esiste jihad senza la guida di un califfo. Pertanto, l’assenza di califfo o di un emiro, rende la lotta palestinese illegittima. Mentre lo Stato Islamico si rivolge ai nemici interni prima che a nemici esterni, e fa dei fedeli musulmani che non si conformano alla sua rigida interpretazione dell’Islam le sue vittime predestinate, Hamas rifiuta questo tipo di estremismo e non perde di vista il suo obiettivo principe, la liberazione della Palestina.

Il punto di vista di Hamas è condensato nelle dichiarazioni di alcuni dei suoi leader.

Osama Hamdan:

«Chiunque fomenti il settarianismo*, brucia fino alle fondamenta la sua stessa casa e l’Islam».

Khaled Qadoomi:

«è nostro desiderio che l’ISIS anziché puntare i propri fucili contro i musulmani, li punti contro il nemico sionista…»

Un altro elemento di contrasto è il rapporto con il mondo sciita: con l’Iran e con Hezbollah. Nell’ottica della purificazione dell’Islam, la Shi’a è un nemico ovvio per l’IS. Per Hamas, la solidarietà islamica travalica le differenze confessionali. Rezvi cita a proposito l’Imam Hasan al-Banna, padre fondatore dei ‘Fratelli Musulmani’, riguardo l’unità (taqrib) dell’Islam e quindi l’avvicinamento delle scuole di pensiero sunnite e sciite. Gli unici nemici della comunità musulmana (ri)unita sarebbero, allora, l’imperialismo americano e il Sionismo.

Hamas nega che lo Stato Islamico abbia preso piede a Gaza, ne relega la presenza ai social media e a internet, e considera i palestinesi andati a combattere per l’IS in Siria o in Iraq dei traditori. Dal canto loro, i Salafiti accusano Hamas di aver ceduto a Israele accettando una tregua ignominiosa dopo la guerra a Gaza dello scorso anno (un attacco che, vale la pena ricordare, ha ucciso un numero di civili stimato intorno ai 1.500).

In un videomessaggio rilasciato il 30 giugno scorso, un jihadista a volto coperto dichiara:

«Mando un messaggio ai tiranni di Hamas, e dico loro: non vi diremo cosa vi faremo perché nei nostri calcoli non valete nulla. Rovesceremo lo stato degli Ebrei [Israele] e voi e Fatah e tutti i secolaristi non siete nulla e verrete investiti dalle nostre folle striscianti. La legge islamica verrà stabilita a Gaza al posto vostro».

Un altro militante, stavolta a volto scoperto, aggiunge:

«Giuriamo che quello che sta avvenendo nel Levante, e in particolare a Yarmouk [il quartiere palestinese di Damasco], accadrà a Gaza».

Quale possa essere l’ascendente dell’IS sulla gente di Gaza, specialmente i giovani, rimane da chiarire ma, riporta il ‘Telegraph’, gli esperti mettono in guardia contro il pericolo che i gruppi jihadisti riescano effettivamente a reclutare ragazzi intrappolati (letteralmente) a Gaza, tra povertà e disoccupazione.

Un ulteriore problema per Hamas è l’isolamento. A parte i legami con Hezbollah, Hamas non ha molti amici né simpatizzanti. È stata dichiarataorganizzazione terroristica da Unione Europea, Stati Uniti e Australia, mentre i vicini arabi, in particolare l’Egitto, la ritengono una minaccia alla sicurezza regionale e mostrano, ormai da anni, ben poca solidarietà fattiva alla causa palestinese. Sorprendentemente, Israele, secondo le dichiarazioni del Ministro per l’Intelligence, Israel Katz, ritiene che Hamas collabori con affiliati dell’IS nel Sinai.

Intanto, Hamassta attraversando un momento difficile di lotta per l’egemonia contro altre fazioni. Sembra che non ci sia tregua per il piccolo e densamente popolato territorio palestinese (poco meno di due milioni di abitanti per circa 360 chilometri quadrati), che nel 2008-2009 e ancora nel 2014 ha subito i devastanti attacchi di Israele.

* La traduzione italiana della parola inglese sectarianism sarebbe, a rigore, confessionalismo. Tuttavia, nel caso specifico, mi pare più utile utilizzare il neologismo, ormai ragionevolmente diffuso, “settarianismo”.

** Nonostante la corte europea abbia stabilito che l’inclusione di Hamas nelle liste dei gruppi terroristici non sia fondata, l’Unione Europea ha deciso di ricorrere in appello e mantenere l’organizzazione tra i gruppi terroristici.

Pubblicato in esclusiva su L’Indro e qui ripubblicato dall’Autore per gentile concessione.

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