Cose prese in prestito

Syriza, le speranze della Grecia e quelle per una nuova Europa

Una scintilla di speranza nelle parole di Costas Lapavitsas su The Guardian: “Il Governo Syriza … applica la linea dell’ ‘euro buono’ sostenendo che l’Unione Monetaria Europea, e l’Unione Europea stessa, possano essere radicalmente trasformate da un processo interno. La dirigenza di Syriza non ha alcuna intenzione di ritirare la Grecia dall’UME. Non solo, ritiene anche che le conseguenze della ‘Grexit’ sarebbero talmente severe che l’Europa stessa non sarebbe disposta a spingere la Grecia fuori dalla moneta unica. Su queste basi, esso è convinto che se in seno all’Europa emergesse una vigorosa allenza di forze di sinistra, potremmo svegliarci dall’incubo dell’austerità, il peso del debito potrebbe essere alleviato in tutta Europa, sarebbe possibile adottare politiche per l’impiego, e il welfare state potrebbe essere rinforzato. L’Europa ne uscirebbe trasformata”.

Da Italiani siamo abituati a non illuderci che i fatti seguano alle belle parole e alle dichiarazioni d’intenti. Speriamo invece che la Grecia torni ad essere un faro sul Mediterraneo e sull’Europa.

Syriza has bold solutions to the forces of austerity that are strangling Europe

Permettetemi di vantarmi del fatto che l’autore dell’articolo nonché membro del parlamento greco con Syriza è un professore della mia beneamata SOAS.

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