Cose prese in prestito

La NATO, la Russia e l’Europa

Premesso che The Telegraph non è il massimo della neutralità giornalistica ed è evidente nella scelta delle parole e nel lessico usato in questo articolo (di sicuro non è uno dei miei quotidiani preferiti), esso mi ha fatto ripensare alla questione della marginalizzazione e dell’isolamento russi. Come ho già detto altrove, mettersi a bisticciare con la Russia in un revival della Guerra Fredda è una pessima idea. La diffidenza nei confronti dell’Occidente e il senso di esclusione non sono tratti paranoici ma tradizionali. Giusto per ripassare un po’ di storia delle relazioni internazionali: Kennan nel 1946 scrisse a Truman del tradizionale e istintivo senso di insicurezza che dominava i Russi e ne influenzava le azioni – nel medesimo “lungo telegramma” iniziava a parlare dell’opportunità di adottare una politica di contenimento. La NATO è destinata a tornare ad essere il guardiano della Russia? Non andrebbe forse adottata una politica più conciliativa nei confronti della Russia? Essa rappresenta davvero un pericolo per la stabilità del nostro continente? Non esistono risposte certe ed immediate a queste domande, vale la pena porsele, però.

Russian warplanes risking safety of European airliners, says NATO chief: Jens Stoltenberg, the new secretary general of Nato, tells the Telegraph that more Russian military jets are flying over Europe without contacting air traffic control, raising the risk of mid-air collisions.

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